Dal 15 al 18 marzo 2026, la Fiera Gate e Gusto ha trasformato la Puglia in un palcoscenico di eccellenza gastronomica, dialogo istituzionale e identità territoriale. Gli Chef del Mediterraneo ne sono stati i protagonisti assoluti.
C'è un momento, durante una fiera di cucina, in cui il rumore del pubblico si dissolve. Restano solo il crepitio dell'olio in padella, il profumo del pomodoro che si concentra al fuoco e il gesto preciso di uno chef che impasta, taglia, assaggia. È in quel momento che Gate e Gusto smette di essere una manifestazione fieristica e diventa qualcosa d'altro: un atto di cultura.
Dal 15 al 18 marzo 2026, la kermesse ha accolto visitatori, produttori, istituzioni e addetti ai lavori in un'edizione che ha lasciato il segno. Al centro di tutto, come sempre, gli Chef del Mediterraneo: cuochi, artigiani del gusto, narratori di un territorio che non ha ancora finito di sorprendere.
Prima Giornata: il futuro si costruisce con le connessioni
Il primo giorno ha aperto con una riflessione coraggiosa: un territorio che produce eccellenza, se non è raggiungibile, rischia di restare invisibile. Il tema del turismo e delle infrastrutture ha animato un confronto acceso e necessario, con voci autorevoli e visioni complementari.
Grazia Maria Starace, Assessore al Turismo della Regione Puglia, ha portato sul tavolo i dati di una crescita turistica che impone scelte strutturali. Al suo fianco, Giandonato La Salandra, Componente della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, ha ribadito come la filiera agroalimentare pugliese meriti una regia nazionale più solida.
Massimo Ferosi per l'Associazione Chef del Mediterraneo ha ricordato che la cucina è l'ambasciatore più potente di un territorio. Antonio Gargano, Presidente del Consorzio Nero di Troia, ha dimostrato come un vitigno autoctono possa diventare identità e marketing internazionale. Maurizio Gargiulo, Presidente del Comitato Vola Gino Lisa, ha sollevato con forza la questione dei collegamenti aerei: senza un aeroporto potenziato, la Capitanata rischia di restare una terra meravigliosa ma irraggiungibile. Chiusura affidata a Michele Dituri, Presidente regionale Confartigianato, che ha ribadito il valore dell'artigianato come strumento di distinzione identitaria nel mercato globale.
Seconda Giornata: l'oro della terra e la nuova narrazione del rurale
La seconda giornata ha alzato ancora l'asticella. Al centro del dibattito la qualità delle produzioni agricole e la sfida più urgente: trasformarle in valore economico e culturale duraturo. L'Assessore regionale all'Agricoltura Francesco Paolicelli ha dato il tono con un messaggio chiaro: la Puglia ha le risorse, manca ancora una narrazione capace di portarle nel mondo.
Pascal Barbato, Presidente dell'Associazione Chef del Mediterraneo, ha parlato di cucina come atto politico: scegliere un ingrediente locale è un gesto che salva un'economia, preserva una tradizione, racconta un luogo. Vincenzo Simeone di Confartigianato Imprese Foggia ha portato i numeri dell'artigianato agroalimentare foggiano, rivendicando il ruolo delle piccole imprese come custodi dell'eccellenza diffusa.
Rino D'Angelo dell'OP Parco della Peranzana ha aperto una finestra sull'olivicoltura dell'Alto Tavoliere, mostrando come la Peranzana — oliva autoctona quasi unica al mondo — possa diventare asset strategico. Presenti anche Patrizia Lusi (ASP Zaccagnino), Antonio Stasi (D.A.R.E.) e il direttore provinciale di Coldiretti Belcapo, ciascuno con un pezzo del puzzle di un territorio che vuole finalmente narrarsi con la voce che merita.
I protagonisti silenziosi: i produttori che hanno dato sapore alla fiera
Nessuna performance di cucina esiste senza chi coltiva, trasforma e custodisce la materia prima. Gate e Gusto 2026 lo ha capito bene, mettendo al fianco degli chef i produttori che sono il vero cuore pulsante del Mediterraneo pugliese.
Olio Prencipe — con il suo pregiato olio extravergine di Peranzana e Coratina — è stato una delle presenze più evocative. Due cultivar, due caratteri: la Peranzana, delicata e floreale, quasi esclusiva dell'Alto Tavoliere; la Coratina, intensa, robusta, con quella piccantezza che racconta secoli di olivicoltura pugliese. Nelle mani degli chef, questo olio è diventato ingrediente e firma, filo d'oro che ha legato ogni piatto alla sua terra d'origine.
Confartigianato Imprese Foggia ha confermato il suo ruolo di presidio dell'eccellenza artigianale nel territorio, portando la voce di un sistema produttivo che resiste, innova e si racconta attraverso il gusto.
Pasta Fresca Irene di San Severo ha portato in fiera la semplicità straordinaria della pasta fatta a mano: orecchiette, cavatelli, troccoli — forme che raccontano le mani di chi li impasta da generazioni. Materia viva, non prodotto industriale.
Il Consorzio Biccari, dal cuore dei Monti Dauni della Puglia, ha ricordato a tutti che la Puglia non è solo costa e trulli. L'entroterra appenninico porta con sé biodiversità, sapori più selvatici, tradizioni che nessuna pianura può replicare. Il Consorzio Biccari è l'incarnazione di una Puglia interna che vuole essere finalmente scoperta.
Un grazie speciale: le persone che hanno costruito la magia
Le fiere non si fanno con i comunicati stampa. Si fanno con le persone che ci credono, che lavorano nei dettagli, che coordinano, gestiscono, sorridono anche quando tutto sembra andare storto. L'Associazione Chef del Mediterraneo desidera rendere omaggio a quattro soci straordinari che hanno reso possibile queste giornate indimenticabili.
Lele Murani — la sua energia e la sua visione hanno tenuto insieme le fila di un'organizzazione complessa, trasformando l'entusiasmo in azione concreta.
Diana Piagnatelli — presenza discreta ma fondamentale, ha contribuito con cura e professionalità a ogni momento dell'evento.
Maria Pia Valentino — il suo impegno dietro le quinte è stato la colonna portante di questi giorni, garantendo che nulla venisse lasciato al caso.
Simone De Meo — con la sua dedizione e il suo senso pratico ha contribuito a trasformare ogni difficoltà in soluzione, ogni idea in realtà.
Luigi Totaro - la cui presenza in cucina è sinonimo di tecnica sopraffina e rispetto assoluto per la materia prima loale, ha confermato ancora una volta perché il suo nome sia diventato garanzia di eccellenza mediterranea.
A tutti loro — e a tutti i soci che in qualsiasi modo hanno contribuito — va il ringraziamento più sincero dell'Associazione Chef del Mediterraneo. Senza di voi, Gate e Gusto sarebbe stata solo una fiera. Con voi, è diventata una storia.
Un arrivederci, non un addio
Gate e Gusto 2026 si chiude con la consapevolezza di aver seminato qualcosa di importante. Non solo piatti e ricette, ma relazioni tra istituzioni e produttori, tra chef e territorio, tra Puglia e mondo.
Il Mediterraneo non è un mare. È un modo di stare al mondo: generoso, colorato, profumato di origano e di sale. Gli chef che hanno acceso i fuochi in questi giorni ne sono i testimoni più autentici. E i produttori che li hanno accompagnati — con il loro olio d'oliva d'autore, la loro pasta fatta a mano, i loro cereali di collina — sono la prova vivente che l'eccellenza non ha bisogno di imitare nessuno.
L'Associazione Chef del Mediterraneo ringrazia di cuore tutti gli intervenuti: ospiti, partner, istituzioni, giornalisti, visitatori e appassionati. Ogni presenza ha contribuito a scrivere questa pagina di storia gastronomica pugliese.
Un capitolo a sé merita la Salicornia di Nazario Biscotti di Lesina: la pianta del mare, sapida, raccolta sulle sponde del Lago di Lesina, ha incantato chef e visitatori come uno degli ingredienti più sorprendenti della fiera. Un dono del territorio lagunare pugliese che pochi conoscono e che Nazario custodisce con la dedizione di chi sa di avere tra le mani qualcosa di raro. In cucina, la Salicornia non ha bisogno di sale — è lei stessa il mare.
Ci rivediamo alla prossima edizione. Il fuoco è ancora acceso.