Rosario Di Donna, vincitore di "4 Ristoranti" di Alessandro Borghese, apre "U' Vulesce" alle nonne lucane. Un evento che è memoria, identità e futuro gastronomico.
C'è un momento, in certi venerdì sera, in cui il profumo che esce da una cucina sa raccontare più di mille parole. Succede quando a tenere il mestolo non è solo uno chef, ma una nonna. E quando quello chef ha avuto il coraggio — e la visione — di volerla lì, accanto a sé, come maestra.
È quello che ha fatto Rosario Di Donna, socio degli Chef del Mediterraneo, anima del ristorante "U' Vulesce – Vino e Cucina" di Cerignola e, come il pubblico televisivo ha potuto scoprire, vincitore della puntata dedicata alla Capitanata nella decima edizione di "4 Ristoranti", il celebre programma condotto dallo chef Alessandro Borghese. Una vittoria conquistata proprio sulla pasta fresca — simbolo perfetto di una cucina che non tradisce le sue radici — e che ha proiettato "U' Vulesce" e Cerignola sotto i riflettori nazionali.
Ma per Rosario Di Donna, i riflettori non bastano. Servono i fornelli. E accanto ai fornelli, le nonne.
Una scelta di cuore, prima ancora che di mestiere
Il 10 aprile scorso, Di Donna ha aperto le porte della sua cucina a qualcosa di straordinario: due anziane signore di Rotondella, custodi silenziose di un patrimonio gastronomico lucano che rischia ogni giorno di dissolversi nel rumore del presente. Non è stato un evento casuale. Rosario Di Donna ha voluto fortemente questa iniziativa, convinto che un ristorante non sia soltanto un luogo dove si mangia, ma uno spazio in cui una comunità si riconosce, si racconta e si tramanda.
Per uno chef del Mediterraneo — e per un vincitore che sa bene quanto conti l'autenticità quando la giuria ti guarda negli occhi — il cibo non è mai solo tecnica: è territorio, storia, appartenenza. Ed è proprio da questa consapevolezza profonda che nasce "Nonne in Cucina", il format che ogni venerdì trasforma "U' Vulesce" in un piccolo teatro della memoria.
In cucina con le nonne anche la signora Pina, custode autentica dei sapori del ristorante, presenza discreta e indispensabile che conosce ogni piatto come si conosce una vecchia canzone: a memoria, nel sangue.
Un menù che è un viaggio nell'anima lucana
Il menù della serata ha raccontato la Basilicata con onestà e precisione. Si è cominciato con i pastizz di Rotondella, la ciambotta lucana e le fritture esaltate dal peperone crusco, simbolo irrinunciabile della cucina di questa terra. Poi i salumi e i formaggi del territorio, con il protagonista assoluto: il pezzente di Matera, presidio Slow Food, voce autentica di una tradizione contadina che non conosce compromessi.
Il primo piatto — frizzuli con carne mista e mollica di pane — ha restituito tutta la forza e la semplicità della cucina povera, quella che non spreca nulla e trasforma ogni ingrediente in nutrimento e racconto. Il secondo, baccalà bollito con peperoni cruschi, ha saputo unire intensità e sobrietà in un equilibrio che solo l'esperienza di decenni sa costruire. A chiudere, una crostata di fragole IGP della costa lucana: dolcezza locale, orgoglio di territorio.
Quando la cucina diventa atto culturale
"Non è solo un'esperienza culinaria, ma un vero e proprio atto di narrazione territoriale." Con questa convinzione, Rosario Di Donna e il progetto "Nonne in Cucina" stanno ridefinendo il senso stesso di stare a tavola. Un chef che ha già dimostrato su Rai Due, davanti a tutta Italia, di saper fare della semplicità un'eccellenza, sceglie ora di mettere quella stessa eccellenza al servizio di chi viene prima di lui: le nonne, depositarie di un sapere che nessuna scuola di cucina può insegnare, perché si impara solo vivendo, stagione dopo stagione, con le mani nella farina e gli occhi sulla fiamma.
Rosario di Donna, socio degli Chef del MEditerraneo, ideatore del format, lo dice con chiarezza: "Le nonne sono un ponte tra generazioni." Di Donna da protagonista della televisione nazionale, ha saputo costruire su quel ponte qualcosa di concreto e duraturo: un luogo dove il cibo diventa linguaggio, dove le generazioni si incontrano attorno ai fornelli, dove la tradizione non viene musealizzata ma vissuta, assaporata, condivisa.
L'appello: le nonne d'Italia, fatevi avanti
Il progetto non si ferma alla Basilicata. "Nonne in Cucina" cerca nonne custodi di ricette antiche in tutta Italia. L'organizzazione si occupa di ogni dettaglio: il contatto, il viaggio, il rientro a casa e, dove necessario, anche l'ospitalità per la notte. Nessuna nonna viene lasciata sola. Basta avere una storia da raccontare e le mani per raccontarla.
Perché c'è ancora tempo — ma non troppo — per salvare quello che le nostre nonne portano con sé. Quelle ricette scritte su foglietti ingialliti, quei gesti imparati guardando senza capire ancora, quei profumi che tornano d'improvviso e ci riportano a casa. "U' Vulesce" è già quel posto. Adesso deve diventarlo anche il tuo paese, la tua cucina, la tua nonna.